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Convivenze di fatto

Convivenze di fatto

2 settembre 2016

In data 5 giugno 2016 è entrata in vigore la Legge 20 maggio 2016 n. 76 sulla “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”, con la quale il Legislatore introduce nell’ordinamento giuridico i nuovi istituti della “unione civile” e della “convivenza di fatto”.

CONVIVENZE DI FATTO
I commi dal n. 36 al n. 65 dell’art. 1 della Legge 76/2016 contengono la disciplina della “convivenza di fatto”.
Si intendono per "conviventi di fatto" due persone maggiorenni di qualunque sesso, coabitanti, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità, adozione, matrimonio o unione civile (né tra di loro, né con altri).
I commi dal n. 38 al n. 49 dell’art. 1 della Legge 76/2016 indicano i diritti spettanti ai conviventi di fatto.
La procedura prevede che la convivenza di fatto si costituisca con una APPOSITA DICHIARAZIONE resa all'ufficiale d'anagrafe del Comune di residenza.

CONTRATTO DI CONVIVENZA
Ai sensi del comma n. 50 dell’art. 1 della Legge 76/2016 i conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune attraverso la sottoscrizione di un contratto di convivenza, redatto in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato.
Ai fini dell’opponibilità ai terzi, il professionista che ha ricevuto l’atto in forma pubblica o che ne ha autenticato la sottoscrizione ha l’obbligo di trasmetterne copia, entro 10 giorni, al comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione all’anagrafe.
In tutti i casi di risoluzione del contratto di convivenza il professionista deve comunicarlo all’Anagrafe.

Per un maggiore approfondimento, si rimanda al testo della Legge 76/2016, in allegato.